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STORIA
COLLABORATORI DELLA CASA DI NAZARETH

Fanno parte del gruppo Collaboratori della Casa di Nazareth, Sacerdoti e Laici che desiderano comunicare al bene spirituale dell’Opera Famiglia di Nazareth, Vivendone lo spirito evangelico e partecipando alla missione affidatale dalla Chiesa.

Intendono inoltre sostenere la sua attività apostolica, ognuno secondo le proprie possibilità.

 

Mete proposte ad ogni collaboratore:

  • una vita cristiana convinta e generosa;
  • un appuntamento ideale – in Spirito Santo – ogni giorno dalle ore 11 alle 12;
  • l’incontro mensile di formazione spirituale;
  • gli esercizi spirituali di 3 giorni interi.

 

PREGHIERA DALLE 11 ALLE 12

O Gesù crocifisso, mi unisco con amore

alle indicibili sofferenze per la tua crocifissione:

ti chiedo una Fede viva e operosa per i giovani e le famiglie

e santità per tutti i Vescovi, i Sacerdoti e i Religiosi della Chiesa.

O Madonna Addolorata

veglia sulla Casa di Nazareth ed i suoi collaboratori!

COLLABORATORI DEFUNTI

I nomi di Ancilla e Attilio sono particolarmente legati alla storia della nostra Opera.

La donazione del terreno per la Casa che Don Igino voleva costruire per accogliere gli Adolescenti, fu il segno che completò il disegno della Divina Provvidenza.

L’Arcivescovo Giovanni Urbani accolse con stupore questo fatto, ritenendolo indicazione del Signore che l’Opera che Don Igino sognava, era volontà di Dio ed esclamò: “Io non ti posso fermare! Questa è volontà di Dio…”

La Fede di Ancilla e Attilio fu premiata, ricevendo il grande dono di essere tra i primi collaboratori dell’Opera di Dio.

Ancilla pregava e sognava di avere tra i suoi quattro figli maschi, almeno uno che divenisse sacerdote. Invece non fu così. Ancilla pensò: “Se il Signore non mi dà un figlio sacerdote, almeno posso collaborare per la diffusione del bene, donando un pezzo di terreno ove costruire la casa che ospiterà tanti ragazzi, che verranno a caricarsi degli ideali di Gesù, per affrontare la vita”.

Quando si diffuse a Bosco la notizia della donazione a Don Igino da parte della signora Ancilla – il terreno era proprietà della sua famiglia di origine, da lei ereditato-, qualcuno giudicò incosciente la donatrice, perché aveva quattro figli. Ma i coniugi Brutti non si pentirono e furono benedetti dal Signore.

Attilio e Ancilla erano i tipici cristiani dei tempi passati, che vivevano la vita cristiana con grande fedeltà e convinzione.

Attilio era un grande lavoratore, Ancilla lo coadiuvava come sposa e madre di famiglia, attenta non solo alle cose materiali, ma anche al tenore sereno e coerente della vita, fondato sulla fede, la preghiera e il sacrificio.

Fedeli alla missione loro affidata, come sposi e genitori, lasciano un esempio luminoso da non dimenticare.

REGOLAMENTO DEI COLLABORATORI