Roma, 13 dicembre 2023, Santa Lucia.

Nel pomeriggio, poco dopo le 16, si è svolta la cerimonia, semplice ma toccante, della Benedizione della Prima Pietra della nuova Casa di Nazareth di Viale Vaticano, 50 Roma.

Ha presieduto il card. Salvatore De Giorgi, Arcivescovo emerito di Palermo, che nonostante i suoi 93 anni di età, ha dimostrato una straordinaria forza d’animo. Hanno partecipato padre Ruggero, Superiore Generale dei Servi di Nazareth, don Corrado Policante, incaricato dei lavori, e don Stefano Beghini. Erano Presenti gli architetti Valerio Del Bianco, Andrea Montironi, con il loro collaboratore Paolo. Inoltre è intervenuto anche Perregrini Arnaldo, l’impresario che sovrintende la costruzione della casa.

La cerimonia si è svolta sulla terrazza della Casa Mather Cristi di Viale Vaticano 51/A dalla quale si domina il nuovo cantiere. Le Figlie di Gesù, nella persona di Sr. Maria Rita e sr. Anna Rita, hanno messo a disposizione la loro casa con grande generosità e sono intervenute alla Benedizione, assieme a un sacerdote ospite proveniente dall’India.

Dopo l’arrivo del cardinale e un momento per organizzare il rito, ci siamo spostati sulla terrazza prospiciente il cantiere, dove su uno sgabello era stata posta la Prima Pietra con lo stemma dell’Opera Famiglia di Nazareth e la data del 08.12.2023, Festa dell’Immacolata Concezione.

Il Card. De Giorgi, in cotta e stola, ha iniziato con il segno della croce e una monizione introduttiva: “L’aiuto del Signore conduca a felice compimento l’opera intrapresa, protegga i lavoratori e li preservi da ogni pericolo”. È seguita la lettura della Prima Lettera di San Paolo Apostolo ai Corinti: “Siamo collaboratori di Dio e voi siete l’edificio di Dio…posto sul fondamento di Cristo”, con il Salmo Responsoriale.

Il Cardinale ha quindi tenuto una breve esortazione, nella quale invitava a confidare nel Signore anche quando ci troviamo in una “valle oscura”, perché Egli è il nostro pastore.

“Io ho avuto modo di considerare in questi anni quanto il Signore guardi con bontà ad una Congregazione come la vostra. La costruzione di una nuova casa e una nuova chiesa ci induce a considerare una ricostruzione continua della nostra vita.

Poiché la Congregazione ha il bellissimo titolo di Opera Famiglia di Nazareth, io credo che proprio quello che è accaduto nella casa di Nazareth debba avvenire anche nella vostra Opera, in modo che tutta quest’Opera sia segno della presenza del Signore in ciascuno di noi e anche in coloro che verranno ospitati nella casa.

È con questi sentimenti che ora vogliamo rivolgere la preghiera a Dio Padre che dove non giunge la nostra piccolezza, la nostra incapacità, giunga sempre in sovrabbondanza la Sua bontà e misericordia.

L’augurio che io faccio è proprio questo: che sia in voi costruttori questo bel segno di gioia, state costruendo non una semplice casa, ma la casa del Signore.

E sia per voi, Superiore Generale e altri confratelli, un motivo ulteriore per sentirvi sempre di più uniti a Gesù nella sua vicenda di Nazareth, perché abbiamo la certezza che Egli entra in noi, Figlio di Dio fatto uomo, si unisce a noi, si accompagna a noi, ci conduce, anche nelle difficoltà che non mancano mai come abbiamo ripetuto nel salmo responsoriale.

Quando noi seguiamo Lui, Buon pastore, abbiamo tutto, non ci manca nulla, e questa fiducia nella Provvidenza, che era così forte nel vostro Fondatore, passi anche a ciascuno voi e anche nel futuro, in modo che anche questa costruzione sia una lode al Signore per quello che ha dato prima, che ha dato oggi e quello che darà in seguito”.

 

Poi si è recitata la Preghiera dei Fedeli e il Padre Nostro.

Questa è la preghiera di Benedizione:

Dio onnipotente, Padre di Misericordia
che tutto hai creato per mezzo del tuo Figlio
e hai fatto di lui il fondamento incrollabile del tuo Regno,
benedici l’opera che intraprendiamo a gloria del tuo nome
e per il bene della comunità,
e fa’ che cresca di giorno in giorno
con l’aiuto della tua provvidenza
fino alla piena realizzazione.

Il Cardinale ha asperso la Prima Pietra e il cantiere con l’acqua santa ed ha concluso con l’invocazione della benedizione divina.

Terminata la cerimonia, ci siamo recati in una sala, dove era stato preparato un rinfresco.

Il Signore porti a compimento l’opera iniziata.

Deo gratias!

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