FR. DON GIUSEPPE PAOLO FASOLI

“…nel dono di sé a Dio, alla Chiesa, all’Opera”

San Pietro in Cariano, 21.03.1937 – Solane di Valpolicella, 31.07.2022
1975.09.14  P. Igino e d. Paolo

Figlio di Giovanni e Girelli Carolina, è stato battezzato il 29 marzo 1937, cresimato il 21 ottobre 1945.

Attratto dalla figura e dal carisma di p. I. Silvestrelli, il 7 ottobre 1956, ormai diciannovenne, ha fatto ingresso nell’Opera a Bosco Chiesanuova e il 24 maggio 1961 ha indossato l’abito congregazionale, iniziando così il cammino verso il sacerdozio.

Gli venne conferita la Tonsura clericale il 24 maggio 1962, ricevette gli Ordini minori dell’Ostiariato e Lettorato il 24 maggio 1963, l’Esorcistato e Accolitato l’11 gennaio 1964, il Suddiaconato il 25 maggio 1964 e il Diaconato l’11 gennaio 1965.

Primo fra i Servi di Nazareth è stato consacrato Sacerdote il 24 maggio 1965 nella chiesa parrocchiale di Bosco Chiesanuova, per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria del venerabile vescovo di Verona Giuseppe Carraro. Ha emesso successivamente i voti perpetui tra i Servi di Nazareth l’11 gennaio 1969.

1965.05.24 Ordinazione Sacerdotale
Testamento spirituale

Nel Testamento spirituale redatto il 3 dicembre 2009 e riconfermato in diverse circostanze, così enuncia i momenti salienti della sua vita per renderne grazie al Signore datore di «ogni dono perfetto» (Gc 1, 17):

«Lo ringrazio del Dono magnifico della Vita, del dono immeritato di essere cristiano cattolico con il S. Battesimo; del dono incommensurabile del Sacerdozio, del dono unico di essere Servo di Nazareth, e fin dall’inizio della Fondazione, in un’Opera nuova, grandissima, divina; chiamato personalmente da Gesù che si è servito dello stesso Fondatore, il carissimo Padre Stefano Igino Silvestrelli, che mi ha accolto nel primissimo nido della nuova Famiglia Religiosa, in “Villa Salvi” di Bosco Chiesanuova, con un volto luminoso e con un cuore pregno di Amore puro. Era il 7 Ottobre 1956.

Misericordias tuas, Domine, in aeternum cantabo!

Io ero tutta “miseria”, ma Gesù ha avuto per me una sconfinata Misericordia, accogliendomi nella Casa Sua, della Madonna e di Giuseppe.

Ospite indegno, ma felicissimo, della “Casa di Nazareth”.

Dopo tanti anni, sento ancora e più forte la mia miseria, ma posso dire: quello che mi fa contento, che mi rende sereno è sentirmi, momento per momento, amato, prediletto da Gesù in persona.

Certamente le Grazie sono state innumerevoli, eccezionali, uniche. Potevo e dovevo corrispondere molto meglio, di più. Sono stato pigro, ho perduto tanto tempo. Se fossi stato sempre docile alla azione dello Spirito Santo, ora sarei santo. Voglio ora arrendermi totalmente all’Amore di Dio».

2000.08.15 D. Paolo predica a Bosco Chiesanuova
Attività apostolica e pubblicazioni

Oltre alle molteplici attività di predicazione a favore degli Adolescenti, Sacerdoti e Sposi, fr. Giuseppe Paolo nella sua maturità sacerdotale ha anche pubblicato per le Edizioni Casa di Nazareth 6 volumetti di meditazione, che segnano la traiettoria spirituale della sua esistenza per Dio e le anime.

  • “Affrettiamoci a conoscere il Signore” (1986) sul significato e l’importanza della preghiera.
  • “Chi cercate? In cerca di Gesù di Nazareth” (2003).
  • “In cerca di un Volto. Per un cristiano la fede è un incontro con Gesù di Nazareth” (2013) sulla figura di Cristo Salvatore.
  • “Dall’Alto la forza. Due Sacramenti per la vita: la Confessione e l’Eucaristia” (2013) ad indicare le matrici decisive per un’autentica e feconda vita cristiana.
  • “In cammino. Imparare ad amare è imparare a vivere” (2014) per una realizzazione meravigliosa dell’esistenza secondo Dio.
  • “Proiettati nell’Aldilà. Le realtà ultime di ogni vita umana: morte, giudizio, inferno, paradiso” (2018) sull’escatologia cristiana.

«Missa, mihi vita», aveva scritto fr. Giuseppe Paolo a proposito dell’Eucaristia nel santino della sua prima solenne celebrazione. Al centro della sua vicenda terrena la «fede del Figlio di Dio» (Gal 4, 4) Gesù Cristo Signore, realmente presente nei segni sacramentali del pane e del vino, «fonte e culmine di tutta la vita cristiana» (LG 11).

Sempre a portata di mano inoltre il ricorso al sacramento della Riconciliazione, sostegno, conforto e forza nel cammino verso la patria eterna. L’ha sempre tanto amato, fino all’ultimo giorno di vita.

2015.06.25 Papa Francesco e d. Paolo
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