Sono arrivato in Uganda per la visita annuale alle comunità assieme a fr. Zeno B, e a sr. Laura D. V. il 19 marzo, solennità di s. Giuseppe patrono della chiesa universale e custode della Casa di Nazareth.

Il giorno successivo 20 marzo ho avuto la gioia di far visita per la prima volta alla Nunziatura Apostolica della Santa Sede in Kampala e conferire col rappresentante del Santo Padre, il Nunzio piemontese Luigi Bianco circa il cammino della nostra Opera e la vita della chiesa oggi. Erano presenti md. Rita, i confratelli di Uganda e d. Zeno.

Mi sono intrattenuto per una settimana nella casa di formazione di Buttakesu-Kampala per condividere la vita di Nazareth con i due novizi, Gerard (28 anni) e Martin (25 anni), ammirarli in preghiera, nel lavoro manuale e nelle lezioni, condividere i pasti ‘uganditaliani’ e parlare con loro come lo Spirito mi dava grazia di esprimermi.

Ho pure incontrato tra venerdì 22 e domenica 24 marzo i nostri 4 professi temporanei studenti di filosofia nel seminario di St. Mbaaga in Kampala, ritornati in comunità per il fine settimana, come buoni religiosi: fr. Melchisedek (38 anni), fr. Ivan (29 anni), fr. Joseph (27 anni) e fr. Gyaviira (27 anni). A loro ho dettato due meditazioni sul mistero e ministero sacerdotale, in preparazione al Giovedì santo; con tutti loro ho parlato personalmente del loro cammino nella Casa di Nazareth, della loro vocazione e li ho incoraggiati nelle immancabili difficoltà. Mi rendo conto come ogni vocazione sia un grande mistero, attorno cui muoversi in punta di piedi e con tanto rispetto perché in ognuna di esse lo Spirito sta operando.

La domenica delle Palme è stata vissuta con intensità spirituale assieme alla gente del posto e tanti bambini e ragazzi che hanno riempito la piccola cappellina sventolando vere palme in segno di lode e gloria al Re dei re che umile entra in Gerusalemme su un puledro.

Nel pomeriggio si è fatta pure una partitella a calcio con i giovani del paesino dove abitiamo; ho avuto la fortuna di fare pure un goal per la mia squadra.

L’indomani 25 marzo io e don Gianluca siamo stati a colazione con l’arcivescovo di Kampala Paul S. in episcopio, intrattenendoci familiarmente con lui e raccontandogli quanto il Signore va operando per la nostra Famiglia ecclesiale. È interessato a conoscerci meglio e verrà presto a trovarci a Buttakesu.

Il martedì santo ho celebrato la s. Messa in suffragio del caro amico comboniano p. Giuseppe Ambrosi deceduto la sera precedente ad 88 anni. Per più di 40 anni è stato missionario in Uganda ed è stato lo strumento di Dio attraverso cui l’Opera Famiglia di Nazareth è potuta venire in Uganda. Dio lo ricompensi per tutte le fatiche sostenute per il Vangelo e per il grande amore dimostrato per la salvezza delle anime.

Lo stesso giorno trasferendomi nella comunità di Mbarara, assieme a d. Zeno e sr. Laura sono passato a trovare e salutare i nostri due giovani professi studenti di filosofia presso il seminario di Katigondo-Masaka: fr. Prosper e fr. Jockim.

A Mbarara assieme ai nostri 6 seminaristi adolescenti, ho incontrato le novizie e aspiranti delle sorelle, il diacono fr. Benedict prossimo al grande traguardo del sacerdozio ministeriale e fr. Mansueto oberato da mille lavori e pensieri, ma sempre gioviale e felicitante. Ho ringraziato il Signore per le grandi cose che ha compiuto e sta realizzando in questa speciale missione africana.

* Caratteristica la celebrazione della “Missa chrismatis” con la festa dei sacerdoti anticipata al mercoledì santo mattino nella cattedrale di Mbarara per permettere anche a quelli più lontani di arrivare e fare le cose distesamente. 200 preti della diocesi uniti all’arcivescovo Lambert e a diversi religiosi si sono avviati dalla sacrestia verso la cattedrale con una lunghissima processione. L’edificio sacro era stipato di gente. Toccante il momento della rinnovazione delle promesse sacerdotali e la benedizione da parte dell’arcivescovo metropolita degli oli sacri, che poi andranno in tutte le parrocchie per la celebrazione dei sacramenti della fede e la consacrazione dei fedeli.

Il pranzo per tutti i preti si è svolto a buffet all’aperto negli ambienti della Curia e l’arcivescovo molto gentilmente mi ha chiamato vicino a sé per tenergli compagnia, imbarazzandomi non poco.

* Il giovedì santo si è svolto con varie celebrazioni differenziate della cena del Signore e la consueta lavanda dei piedi in ricordo del gesto umilissimo con cui Gesù ha voluto servire gli apostoli mostrando il suo amore “fino alla fine”. A me è toccata la bella sorte di lavare i piedi, non troppo lindi, di 12 adolescenti della scuola Secondaria St. Joseph nel primo pomeriggio. Pensando a quello che Gesù aveva fatto in modo esemplare per tutti noi presbiteri, mi è venuto come un nodo in gola.

Nel luogo della riposizione dell’Eucaristia molta gente si è poi avvicendata per adorare con intensa devozione Gesù nel Ss. Sacramento e rimanere con lui nell’Orto degli ulivi. Almeno una trentina di persone si son fermate fino alla fine, verso le 22,30, sfidando il buio e i pericoli per tornare poi alle proprie dimore.

* Impressionante la partecipazione alla Via Crucis cittadina il venerdì santo mattina da parte di migliaia di cattolici quasi tutti con le croci di legno in mano, a partire dal prato prospicente il nostro Santuario “Biikira Maria ow’embabazi”. Don Zeno e fr. Benedict vi hanno preso parte attivamente portando la croce ad una delle stazioni assegnate.

Sono stato molto compito nella cerimonia di commemorazione della passione del Signore del pomeriggio, dall’interminabile processione della gente dinanzi al Crocifisso svelato, tenuto in piedi da due chierichetti: tutti lo volevano toccare, baciare, adorare. “Salve, o croce, unica speranza di salvezza!”.

* Coinvolgente l’entusiasmo e la gioia percepita e vissuta dai più grandi ai più piccoli per la risurrezione di Cristo alla Veglia pasquale nel nostro santuario strapieno di gente. Quando al canto del Gloria, al suono dei campanelli, del tamburo e della pianola, è stata svelata l’immagine di Gesù misericordioso che domina il Santuario, un boato fortissimo e festoso ha salutato il ritorno della sacra icona alla venerazione. Così dopo la Comunione, tutti si sono riversati nel presbiterio o nell’area sottostante per ballare, saltare, cantare e gioire.

* Don Mansueto ha vissuto la domenica di Pasqua celebrando tre messe in Santuario, ricolme di persone. Io ho avuto la gioia di celebrare l’Eucaristia, accompagnato dal diacono Benedict, per una sessantina di adolescenti alla “Mbarara Western School”. Prima ho pure amministrato il sacramento della Penitenza almeno ad una ventina di loro. Deo gratias! Nel pomeriggio mentre i nostri seminaristi con don Zeno sono andati a visitare il seminario minore diocesano con più di 200 alunni per le 3 classi della Primaria, io con fr. Mansueto ho visionato i lavori del Centro di spiritualità con i nuovi ambienti del refettorio e dormitorio. Ho ammirato pure il gioiello prezioso della cappella affrescata nell’abside con il motivo evangelico del ritrovamento di Gesù adolescente al tempio, e arredata da graziosi banchi in legno chiaro confezionati da Pellegrino, artista del legno. Abbiamo pure scelto insieme i tipi di piante adatte per ombreggiare il giardino del centro per gli adolescenti.

* Il lunedì dell’Angelo è stato caratterizzato dal pellegrinaggio dei seminaristi alla collina delle croci vicino a Karama e dalla celebrazione in Santuario del Battesimo di trenta piccoli e neonati, consacrati in Cristo sacerdote, profeta e re alla dignità di figli di Dio, membri del popolo santo ed eredi del regno celeste. Ho aiutato il celebrante principale a svolgere con intima partecipazione i riti dell’unzione con l’olio dei catecumeni e col sacro crisma, della consegna della veste bianca e dell’Effetà. Lascio immaginare a chi mi legge la grandissima gioia di tutti i presenti al momento della santa Comunione, vissuta con inni di esultanza e danze al suono dei tamburi.

* La mattina del martedì di Pasqua ci aspettava l’arcivescovo Lambert B. per l’udienza di quasi due ore riservata a md. Rita, fr. Mansueto e a me. Voleva conoscere meglio il cammino della nostra Opera, le prospettive future di bene e apostolato, la situazione vocazionale. Ci ha ringraziati per il bene fatto alla popolazione povera e spesso disagiata di Niamytiobora e incoraggiati a proseguire nelle attività formative relative agli adolescenti, promettendo di passare presto a benedire il nuovo centro.

Alla sera, quando anche i seminaristi sono tornati da scuola, la comunità ha festeggiato il compleanno di fr. Benedict con il taglio di una colomba pasquale proveniente dall’Italia, piccoli discorsi di circostanza, come è uso in Uganda, tintinnio di bicchieri e grida di esultanza.


♦ Il mercoledì dopo Pasqua si è caratterizzato per le s. Messe pasquali nel nostro Santuario: al mattino per i piccoli della Scuola primaria ‘St. Mary’

e nel pomeriggio per gli adolescenti della Secondaria ‘St. Joseph’.

Io e don Mansueto ci siamo alternati nel celebrare e confessare, per cui al mattino ho celebrato io in inglese con breve omelia per i bambini, mentre lui ha confessato e nel pomeriggio lui ha celebrato e io ho confessato una ventina di teenagers offrendo loro la gioia dell’incontro col Signore risorto e misericordioso.

♦ Giovedì e venerdì dopo Pasqua sono state giornate dedicate alla revisione comunitaria sul cammino formativo, fraterno e apostolico fin qui condotto, mediante diverse riunioni di condivisione con i fratelli e le sorelle di Mbarara.

Al vespro di giovedì 4 aprile ho fatto un pensiero di benvenuto ai 5 nuovi Aspiranti che si sono aggiunti alla comunità, per vagliare la loro vocazione, scoprire meglio la propria chiamata ed eventualmente intraprendere il successivo cammino formativo.

Venerdì 5 aprile si è svolto il ritiro spirituale di inizio Aspirantato con la possibilità per tutti di accostarsi al sacramento della Riconciliazione per il tramite del saggio confessore anziano mons. Barugare. In serata ho presieduto alla Messa nella cappella del Seminario tenendo l’omelia e consegnando a ciascun giovane prima dell’offertorio la t-shirt distintiva e il libretto di preghiere dell’Opera Famiglia di Nazareth. Ecco i nomi dei 5 giovani aspiranti, tutti tra i 23 e 27 anni: Alfred, Roman, Innocent, Ambrose e Ronald.

♦ Sabato dopo Pasqua al mattino sono andato a celebrare la S. Messa presso le “Figlie della Carità” di Ruty, dove si trova ospite per una esperienza di tirocinio pratico la novizia Lilian. Con me c’erano suor Laura e md. Rita che poi si sono intrattenute in conversazione familiare con le responsabili della comunità formativa.

Nel pomeriggio, dopo un bel po’ di gioco nei pressi del Santuario, si è svolto il consueto catechismo per le differenti classi che si preparano ai sacramenti. Sono impegnati nello svolgimento delle catechesi ai vari gruppi alcuni nostri giovani seminaristi e anche le giovani postulanti delle nostre Sorelle. Edificante e ammirabile il loro entusiasmo!

 

♦ La domenica in Albis o della divina Misericordia 7 aprile è stata piena di impegni ministeriali e pastorali. In primis alla Messa delle 9,00, anche se un po’ zoppicante con l’inglese, mi sono cimentato con le confessioni degli adulti, riconciliando almeno una quindicina di persone. A mezzogiorno ho celebrato messa per le giovani del “come and see” convenute a Mbarara per il loro incontro prestabilito con le nostre Sorelle e ragazze in formazione.

Nel pomeriggio invece ho incontrato una trentina di collaboratori nel contesto della riunione mensile di preghiera e formazione cristiana. Dopo aver svolto la mia prolungata catechesi con la traduzione in lingua locale da parte di fr. Benedict, all’offertorio della successiva S. Messa ho accolto la nuova adesione al gruppo di una decina di loro. Infine la semplice festicciola all’aperto con qualcosa da bere per tutti e un piccolo dolcetto caratteristico simile ai nostri plum-cake.

♦ Lunedì 8 aprile don Zeno e i 5 aspiranti scortati dall’autista Barnaba son andati in gita al lago Mburu, avvistando branchi di antilopi, zebre bianco-nere, bufali e pure alcune giraffe.

Io mi sono invece dedicato ad alcuni colloqui personali in comunità. Verso sera ho visitato la scuola Primaria. Nell’aula grande la preside aveva predisposto un raduno plenario del migliaio e più di bambini studenti. La P5 (Primary Five) ha eseguito un piacevole balletto di benvenuto.

 

Successivamente c’è stata pure la riunione con tutti i maestri e il personale di servizio della scuola primaria. Gli insegnanti si sentono uniti; umili e forti proseguono il cammino, sostenuti spiritualmente da don Mansueto. Hanno più volte ringraziato l’Opera Famiglia di Nazareth e tutti i suoi benefattori e collaboratori per il bene ricevuto dalla scuola in termini di sostegno economico e per i miglioramenti strutturali eseguiti per una proficua crescita morale, civile e culturale dei loro alunni. Infine un dolcetto di circostanza, tagliato a più mani secondo il solenne rito ugandese, ha chiuso in bellezza il prolungato incontro.

♦ Martedì 9 aprile don Mansueto febbricitante si è ritirato in buon ordine in stanza e finalmente ha potuto riposare un po’ e ritemprarsi.

Io mi sono dedicato ai contatti con i confratelli ed alcuni esperti in Italia, per considerare assieme in video-conferenza alcune problematiche economico-amministrative urgenti e capire come meglio muoversi.

♦ Mercoledì 10 aprile dopo la Messa del mattino, in Santuario sono iniziate le Quarantore in preparazione alla festa dell’Ordinazione sacerdotale di fr. Benedict T. Molta gente accorre al Cristo eucaristico, si ferma a pregare, anche seduta per terra, lo fa intensamente. Anche i ciechi comprendono lo splendore di una fede semplice ma profondamente sentita dai popoli africani.

Si sono avvicendati per l’adorazione anche i bambini della Primaria e gli adolescenti della Secondaria e sono stati ben guidati nella preghiera e nel canto dalle nostre novizie e postulanti. Io mi sono messo a disposizione per le confessioni dei bambini prima di mezzogiorno, e ho confessato ininterrottamente da prima di mezzogiorno fino alle 14 pomeridiane con gioia e profitto spirituale. Così pure ha fatto don Mansueto nel pomeriggio con gli adolescenti.

La giornata si è conclusa con una lunga lezione che ho fatto prima di cena alle due novizie Dinavence e Andrine sul tema delle Costituzioni e Regolamento dei Servi e Serve di Nazareth, con l’apporto della formatrice sr. Laura.

♦ Giovedì 11 aprile è continuata l’adorazione eucaristica in Santuario e io e fr. Benedict ci siamo preparati per andare nel pomeriggio presso la casa dei Padri Bianchi a Nyamytanga-Mbarara e così iniziare nella solitudine e nel silenzio il corso di esercizi spirituali in preparazione alla consacrazione presbiterale. Riflettiamo sulla fede della chiesa nel mistero e ministero sacerdotale a partire dall’evento originario e trasfigurante del Rito di Ordinazione. Ci accolgono fraternamente p. Hans tedesco e p. Peter irlandese, rispettando i nostri tempi di preghiera, raccoglimento e meditazione.

♦ Gli Esercizi spirituali si svolgono ogni giorno con due intense e prolungate meditazioni, per un totale di 16, intervallate dalla celebrazione dalla Liturgia delle Ore, da tempi di riflessione personale, silenzio e adorazione eucaristica. Tutte le giornate sono pure caratterizzate da una mezz’ora di preparazione specifica alla S. Messa, con la lettura delle rubriche e le prove correlative.

♦ Domenica 14 aprile abbiamo visitato la cattedrale di Mbarara e onorato la tomba, ivi posta, del compianto arcivescovo Paul Bakyenga che ci ha cordialmente accolti nella sua diocesi di Mbarara 14 anni fa e affidato il santuario di Nyamityobora.

♦ Martedì 16 si è vissuta la giornata penitenziale degli esercizi, col silenzio anche a tavola, l’ascolto di p. Igino sul ministero sacerdotale e la celebrazione del sacramento del perdono in vista del presbiterato.

♦ Ci ha colto proprio durante gli Esercizi la triste notizia della morte del caro amico e collaboratore Alessio Passiatore di 35 anni, seminarista al IV anno per la diocesi di Biella, per il quale abbiamo celebrato la s. Messa di suffragio e inviato le più sentite condoglianze ai familiari, al vescovo Roberto Farinella e ai collaboratori di Morzano.

♦ Il venerdì 19 aprile fervevano i preparativi per il grande giorno dell’Ordinazione sacerdotale. Al mattino mi sono incontrato on-line con i confratelli responsabili dell’amministrazione economica ed edilizia, e ho poi partecipato alle prove della celebrazione di ordinazione condotte dal cerimoniere responsabile della Pastorale diocesana. Nel pomeriggio è pure venuto il buon confessore Barugare per amministrare il sacramento della Riconciliazione e aiutarci a predisporre l’animo al grande evento. Io mi sono anche dedicato a preparare il mio intervento di saluto per l’indomani, traducendolo in inglese.

♦ Ed ecco giungere l’atteso giorno dell’ordinazione sacerdotale di fr. Benedict Tumwesigye sabato 20 aprile. Per la circostanza sono convenute moltissime religiose del circondario e molti sacerdoti amici, tra cui p. Franco missionario comboniano e p. Emmanuel Tusiime, padrino della vocazione sacerdotale del confratello a Karama.

La celebrazione è iniziata con la processione solenne; il candidato era accompagnato dalla mamma Bibiana e dal fratello maggiore in rappresentanza della famiglia.

Con essi e il popolo di Dio fr. Benedict è rimasto seduto fino all’appello e all’elezione da parte del vescovo. Commovente il momento della prostrazione del diacono in segno di umiltà di fronte al grande dono del sacerdozio. Poi in un silenzio gravido di luce spirituale, grazia e intimità divina si è svolto il rito essenziale del sacramento dell’Ordine, prescritto per la validità (CCC 1573). L’eletto si è avvicinato al vescovo e si è inginocchiato davanti a lui. L’arcivescovo Lambert Bainomugisha, indossando la mitra e senza dire nulla, ha imposto le mani sul capo dell’ordinando (materia) e dopo di lui io stesso e tutti i sacerdoti presenti. Ha poi invocato su fr. Benedict l’effusione dello Spirito Paraclito e dei suoi doni per l’esercizio del ministero presbiterale (forma), nel triplice versante della pastorale, del culto e della parola.

 

Il «prodigio» realizzato dall’amore di Dio per la salvezza della chiesa e del mondo intero (Giovanni Paolo II, Omelia del 2.VII.1980) si è compiuto in quell’istante! Si tratta di uno «straordinario e indispensabile dono di grazia» (Benedetto XVI, Catechesi del 24.VI.2009) proveniente «dal cuore di Cristo stesso» (idem, Angelus, 13.VI.2010) per la potenza dello Spirito. Abbiamo assistito ad un «miracolo permanente» dell’Onnipotenza divina (I. Silvestrelli, Non ridurre l’area…, p. 265).

♦ Il neo-presbitero, con evidente gioia e commozione, ha indossato poi le vesti sacerdotali e le sue mani sono state unte col sacro crisma in segno di consacrazione. Poi gli è stato consegnato la patena col calice per il sacrificio eucaristico e ha celebrato la sua prima Messa in lingua locale in fianco al vescovo consacrante.

♦ Alla fine della celebrazione l’arcivescovo ha letto i decreti e si è inginocchiato davanti al novello sacerdote per chiedergli la benedizione, la stessa cosa ho fatto io per tutta l’Opera Famiglia di Nazareth. Infine la foto rituale con tutti i sacerdoti concelebranti dinanzi agli scalini della chiesa.

♦ Alla conclusione della Messa di ordinazione, verso le 13.30 tutti si sono diretti con l’arcivescovo Lambert B. al vicino Centro di spiritualità per gli adolescenti, pure il coro che così magistralmente aveva animato la liturgia, ha continuato ad eseguire canti di lode. Nella cappella del centro il vescovo, attorniato da molti fedeli, ha dato la benedizione solenne all’altare, al tabernacolo e al grande crocifisso che è stato finalmente svelato e all’affresco di Gesù adolescente fra i dottori nel tempio. Poi è passato in tutti i locali del centro a benedire con l’acqua santa, fino a svuotare il contenitore.

Dal Centro poi tutti si è passati ai locali della Scuola secondaria dove in diversi punti è stato allestito dai nostri cuochi un pranzo a buffet, e ogni invitato passava a prendere quanto avrebbe consumato. I calcoli fatti dalle nostre sorelle assieme agli organizzatori davano la presenza di circa 1700 persone, ma i numeri reali certamente eccedevano. Quando il vescovo è ripartito in macchina col suo seguito, c’è stato per più di 2 ore e mezza l’intrattenimento festoso nella grande sala da pranzo della secondaria con balli tipici, rappresentazioni, canti e discorsi, non ultimo quello del festeggiato che tutti ha ringraziato e benedetto nel nome del Signore.

 

♦ In comunità la giornata si è conclusa con la cena assieme al novello sacerdote, la condivisione di un dolce, qualche discorsetto di circostanza e la consegna della statua della Madonna di Loreto, madre del Verbo che si è fatto carne a Nazareth.

♦ Domenica 21 aprile fr. Benedict T., accompagnato da d. Mansueto, d. Alex, i nostri professi, le novizie e postulanti con sr. Laura e un centinaio di fedeli e collaboratori di Nyamityobora, ha fatto la prima Messa solenne al suo villaggio natale fra le montagne di Mbarara.

 

♦ In Santuario d. Gianluca e io abbiamo garantito la celebrazione delle 3 s. Messe mattutine e nel primo pomeriggio assieme a d. Zeno e md. Rita siamo ripartiti per Kampala così da prendere l’aereo a notte fonda e la via del ritorno in patria.

♦ Il Signore nel suo amore misericordioso benedica il cammino delle comunità in Uganda, conceda perseveranza e la crescita di nuove vocazioni, ricompensi i collaboratori e benefattori, tutte le persone di buona volontà e di fede incontrate nella prolungata permanenza e tutti coloro che in qualsiasi modo ci hanno fatto del bene.

La S. Famiglia di Nazareth interceda grazie e favori spirituali per tutti!

Padre Ruggero Poliero

Condividi il post:

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.