Cronaca di un viaggio
Dal 27 marzo al 28 aprile 2026 la Provvidenza divina mi ha concesso di far visita alle due comunità di Uganda, per ammirare le opere di grazia fiorite nel territorio africano, per dare ai fratelli e sorelle una mano forte e amichevole, per sostenerli e incoraggiarli nel cammino spesso arduo, per manifestare loro la presenza e l’affetto dell’Opera intera, per incrementare le priorità pastorali e formative già avviate, per offrire indicazioni e cogliere insieme gli ambiti di miglioramento e sviluppo.
L’affetto dei bambini che ho incontrato nelle scuole dell’Infanzia e della Primaria assieme ai loro insegnanti, tocca sempre l’animo. Il loro entusiasmo nelle celebrazioni liturgiche, i canti e le danze al suono dei tamburi indica una fede viva, partecipata, sentita e scalda il cuore.
A Buttakesu ho potuto celebrare con tantissimi adolescenti della scuola S. Andrew la processione delle Palme; a Mbarara ho vissuto le celebrazioni della settimana santa, ho presieduto la lavanda dei piedi e con emozione ho percepito, assieme ai tantissimi fedeli convenuti, la gioia del Signore risorto durante la veglia pasquale.
Nelle domeniche in cui mi trovavo presso il Santuario Bikiira Mariya Ow’embabazi presiedevo la celebrazione della Messa delle ore 9.00, ordinariamente in inglese, animata da un bel coro motivato e preparato. Per la prima volta ho potuto celebrare la s. Messa pure presso la bellissima chiesa del nuovo Centro di spiritualità per gli adolescenti nel contesto delle giornate di spiritualità vissute dalle Suore Francescane assieme ad un gruppo di giovani in formazione. Di particolare bellezza l’affresco dell’abside che raffigura il ritrovamento di Gesù adolescente fra i dottori nel tempio, con Maria e Giuseppe.
Molto significativi e importanti, ma al tempo stesso tanto impegnativi per me gli incontri di gruppo e soprattutto personali con i vari giovani professi o aspiranti alla vita consacrata nei vari steps indicati dallo Statuto di formazione. Ho avuto la grazia e la gioia di parlare con tutti, sia a Buttakesu sia a Mbarara, di sentire le riflessioni, le verifiche, le domande di ciascuno, di prenderne nota e farne oggetto di considerazione, di rispondere meglio che potevo e, nei casi più difficili, di ricorrere con pazienza al vocabolario. Sono stato edificato dall’esempio di apertura e trasparenza dei nostri professi temporanei, studenti di teologia presso il Seminario di St. Mbaaga. Ho condiviso le mie riflessioni e richieste con il Rettore fr. Joseph S. che mi ha accolto amichevolmente in un dialogo costruttivo e fraterno.




















